Progettare un sito accessibile e usabile significa garantire contenuti ottimizzati per
diversi dispositivi (desktop e mobile), una scala tipografica coerente e standardizzata ,
dimensioni corrette degli elementi UI per garantire una navigazione intuitiva e molto altro.
In questi progetti ho analizzato le pagine dei siti web per costruirne di nuove
e migliorare
Redesign del sito web di Limes, rivista italiana di geopolitica facente parte di GEDI.
È stata fondata nel 1993 da Lucio Caracciolo, che la dirige. La rivista esce ogni mese ed è
disponibile online, in edicola, in libreria, in ebook e su iPad.
La scelta di lavorare su Limes nasce anche da un interesse personale: lavoro tra editoria
e design, con l’obiettivo di rendere accessibili e curati i modi in cui comunichiamo
(anche) cultura. In questo senso, Limes rappresenta un caso particolarmente interessante:
una rivista con contenuti di altissimo livello che però non riesce a tradurre questa qualità
nella sua presenza digitale. L’impianto grafico appare datato, la navigazione è poco
chiara e la gerarchia delle informazioni è debole.
Il progetto nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema digitale composto da due siti web
complementari, ciascuno con esigenze e target differenti.
Per Estetica 4.0, l’obiettivo era progettare una piattaforma dedicata alla distribuzione
di cosmetici professionali e alla formazione, organizzando un elevato numero di contenuti e
facilitando il contatto con farmacie, centri estetici e professionisti del settore.
Per Aesthetics 4.0, il focus era costruire la prima presenza digitale del centro estetico,
valorizzandone i servizi e l’offerta di pacchetti e trattamenti attraverso un’esperienza di
navigazione chiara e coinvolgente. Entrambi i siti sono stati progettati su
WordPress con Elementor Pro.
Redesign del sito web di Ecodream Design, brand indipendente di moda sostenibile con sede
a Borgo San Lorenzo, nel Mugello. Produce borse, zaini e accessori eco-friendly artigianali e
Made in Italy, con materiali di recupero e riciclati.
In questo senso, Ecodream rappresentava un caso interessante perché con prodotti di qualità,
una storia d’impresa solida e un approccio al consumo consapevole ben definito, ma un sito
che non riusciva a tradurre tutto questo in un’esperienza digitale all’altezza. La
navigazione era poco chiara, mancavano funzioni fondamentali come la barra di ricerca
e i filtri, la gerarchia delle informazioni era debole e la versione mobile — la più usata dal target
— era quella meno curata.